Un interessante percorso cittadino alla scoperta di Ostra partendo dalle imponenti mura cittadine.
L’unico baluardo difensivo che circonda Ostra sono le mura. Si presuppone che siano state costruite in età medievale. Hanno una lunghezza di circa 1.200 metri, sono terrapienate ed hanno un’altezza anche di 10 metri. Lo spessore, in alcuni punti, alle fondamenta raggiunge anche i 3 metri. Queste sono intervallate tutt’ora da 9 torrioni che in origine erano 12. Il terrapieno era utilizzato come cammino di ronda o nei periodi estivi come passeggiate per la popolazione del paese.
È la principale chiesa di Ostra, splendido esempio di arte neoclassica. Edificata dopo il Mille, fu inizialmente abbazia dei Monaci Benedettini.
Il "Monumento al nome e allo stemma di Ostra" è una colonna di granito, proveniente dall'antica città di Ostra, situata nella zona della basilica di Santa Croce. Si tratta di un monumento storico che celebra le origini romane della città.
La chiesa dei santi Giuseppe e Filippo Neri è stata costruita nel 1781 dalla Congregazione dei Padri Filippini, chiamati ad Ostra dalla Confraternita della morte ed Orazione, in seguito alla demolizione di una preesistente chiesa in stato di totale degrado. Dall’ingresso, che si apre su via del Corso, si accede al piano del pavimento della chiesa ad una sola navata, salendo una scalinata di una decina di gradini e, quando si è in cima, quello che colpisce di più è l’ampiezza, la luminosità, la semplicità architettonica e l’armoniosità dell’interno: un vero gioiello dell’arte sacra.
Il primo edificio risale al 1527, ma verso la fine del ‘700 la Chiesa di San Rocco fu completamente ristrutturata. Conserva dipinti di Giovanni Brandi da Poli, della bottega di Pietro da Cortona e, probabilmente, della bottega di Federico Barocci, oltre ad un organo del 1771 del famoso organaro padovano Gaetano Callido.
Lungo Corso Mazzini sono presenti, ai lati, i palazzi gentilizi: Palazzo Gabuzzi Fedeli Luzi, Palazzo Sanzi Pericoli, Palazzo Cherubini e Palazzo Menchetti.
Piazza Martiri si trova nella parte alta del centro storico, all’incrocio tra Via del Teatro, Corso Mazzini e Via Gramsci. La piazza è circondata da importanti edifici pubblici, testimoni della centralità storica e sociale di questo spazio nella vita della comunità.
Il Palazzo Comunale, opera dell’architetto Antonio Maria Carbonari Geminiani, domina la piazza su cui affaccia. L’armoniosa architettura composta da un corpo centrale e da due laterali è arricchita da un loggiato a sette archi a tutto sesto.
In un documento testamentario del 1279 si trova per la prima volta nominata la chiesa dei Santi Francesco e Lucia , che fu poi ricostruita nella prima metà del XIV sec., sotto il patrocinio del Comune che, pur affidandone la custodia e l’ufficiatura ai Frati Minori Conventuali, la considerava “Ecclesia Communis” e la utilizzava come “seconda Casa Comunale”. Vi si riuniva il Consiglio Generale e il Parlamento. Vi erano conservati il bossolo per le votazioni e un armadio con i documenti più importanti del Comune. Venivano svolte le celebrazioni religiose ufficiali a cui gli Amministratori partecipavano con gli abiti di rappresentanza.
Costruito nell’ala destra del palazzo comunale innalzato nel 1749 su progetto dell’architetto Antonio Maria Carbonari Geminiani, i lavori di costruzione del teatro odierno, su disegno dell’architetto Francesco Fellini di Barbara, iniziarono nel 1863 e sostituì quello precedente del XVIII secolo
La costruzione del Santuario del Santissimo Crocifisso risale al 1333, come risulta dall’iscrizione in cotto sull’arco del portale in stile senese. La chiesa è antichissima ed è una delle costruzioni medievali più caratteristiche della nostra Diocesi.
Il Santuario della Madonna della Rosa – situato a breve distanza dal centro di Ostra, in una valle circondata da colli ubertosi, esisteva in epoca immemorabile, un’edicola in cui si venerava una immagine della Vergine, dipinta su rozza parete, ai piedi della quale scorreva un ruscello di limpida acqua. Dal vago fiore che la Vergine Benedetta tiene nella mano sinistra, i fedeli cominciarono ad invocarLa col dolce titolo di “Madonna della Rosa”.
Il Santuario di Santa Maria Apparve fu eretto nel 1527, sul posto dove in precedenza sorgeva una semplice edicola dedicata a Maria. L’iscrizione, murata sulla facciata della chiesa e scritta in lingua latina, ricorda che “Nell’anno 1527, la Vergine Maria, dalla propria immagine, promise ad un pastorello che Lei stessa avrebbe soccorso i Montalboddesi dalla pestilenza, se, in luogo dell’antica edicola, in onore della sua immagine fosse stata eretta una chiesa”.
Per gli amanti del buon vino è quasi d’obbligo una sosta alla cantina Conti di Buscareto, realtà che da sempre si impegna nel preservare e valorizzare le tradizioni vitivinicole locali. L’azienda produce vini che esprimono l’autenticità del territorio, frutto di un lavoro fondato sulla qualità, sul rispetto dell’ambiente e sull’eccellenza delle materie prime.
Alla fine, o durante il tour di Ostra, è possibile gustare le prelibatezze culinarie della zona scegliendo uno dei ristoranti consigliati lungo il percorso. Tra questi troviamo La Cantinella, rinomata per la cucina tradizionale reinterpretata con cura, e l’Agriturismo Paradiso, dove si possono assaporare piatti tipici immersi nel paesaggio rurale ostrense.
Al termine della visita ci si può concedere un momento di shopping scegliendo tra alcune realtà locali di rilievo. Per chi ama la moda sostenibile, i capi etici e originali di Gaia Segattini Knotwear rappresentano un’eccellenza del territorio; mentre per gli appassionati dei sapori autentici marchigiani sono imperdibili i prodotti del Salumificio Valmisa, perfetti da portare con sé come ricordo gustoso dell’esperienza ostrense.
gratuito
Auto, Bicicletta, A piedi
Facile