Un interessante percorso cittadino alla scoperta di Serra de' Conti.
Le Mura – Il perimetro fortificato cinge la struttura urbana di origine duecentesca, trasformata prima in età tardomedievale e poi moderna sotto la spinta dei mutamenti economici-sociali. La cinta muraria è spezzata da dieci torrioni e da una monumentale porta fortificata
L’attuale complesso del Monastero di Santa Maria Maddalena sorge sui resti di un edificio preesistente documentato a partire dalla prima metà del XIV sec. ed abbandonato già all’inizio del secolo successivo per le precarie condizioni strutturali. Permanevano tuttavia i beni, confluiti in seguito nel patrimonio della Curia di Senigallia, mentre un considerevole lascito testamentario, l’eredità Piccini, era direttamente gestito dalla Fabbrica di San Pietro.
I lavori per l’edificazione della Chiesa di Santa Maria Maddalena iniziarono nel 1603, circa vent’anni dopo la riapertura del convento, complesso ben più ampio di cui fa parte la chiesa, e si conclusero non prima della fine del secolo. La struttura, inglobata nel complesso monastico omonimo, è interessante per la particolare forma ellissoidale della pianta, che sembra evocare le morbide aperture e chiusure dello spazio curvilineo ideato da Borromini per la chiesa romana di S. Maria dei Sette Dolori (1643-1646) dell’ordine claustrale delle Oblate Agostiniane.
Il complesso del Palazzo Comunale ospita il Museo delle Arti Monastiche “Le Stanze del Tempo sospeso” che raccoglie in ambienti di grande suggestione i reperti di cultura materiale appartenuti al vicino Monastero di S. Maria Maddalena. Le persone che entrano in questo museo non sono dei semplici visitatori, ma degli spettatori attivi, invitati a calarsi nei panni di diversi personaggi protagonisti di un percorso teatrale audioguidato.
Nell’antico convento di San Francesco, dei Minori Francescani Conventuali, risalente ai primi del XIV secolo, oggi è collocata l’attuale sede del Municipio.
Della seconda metà del XVI secolo, è a navata unica con piccola cripta. I lavori di restauro della Chiesa di Santa Croce condotti negli anni Novanta hanno riportato alla luce sulla parete di fondo un affresco, attribuito alla produzione giovanile di Giovanni Battista Lombardelli (1537 ca. – 1592), pittore marchigiano attivo dal 1574 a Ostra Vetere e a Serra de’ Conti, dove si trattenne per pochi anni prima di trasferirsi a Perugia, Roma e Loreto, richiamato da diverse commissioni.
L’Antica Bottega Paggi conserva intatto il fascino delle vecchie botteghe di paese. La scaffalatura originale, gli oggetti e gli strumenti esposti, insieme al soffitto e alla pavimentazione, raccontano un luogo che il tempo non è riuscito a scalfire.
Aperta a metà Ottocento dalla Famiglia Paggi, nacque come negozio di alimentari e detersivi, diventando presto un punto di riferimento per il paese grazie alla presenza di un forno messo a disposizione delle famiglie che non ne disponevano.
Agli inizi del Novecento, Tito Paggi, figlio del fondatore, trasformò l’attività in una ferramenta. Nel 1942 avviò inoltre la stampa di cartoline in bianco e nero che ritraevano gli scorci più suggestivi di Serra de’ Conti: un’intuizione straordinaria, che diede vita al primo esempio di editoria promozionale turistica del territorio.
Una bottega che non è solo un negozio, ma un frammento prezioso di storia locale.
Edificata nel 1290 dai monaci benedettini camaldolesi dell’Abbazia di S. Maria di Sitria, la Chiesa di San Michele fu rimaneggiata fra il 1442 ed il 1480. La data di costituzione della chiesa è impressa sul mattone della chiave di volta del portale laterale.
L’antica rurale Chiesa di San Fortunato, fondata dalla comunità di Serra de’ Conti nel XIII secolo e rimaneggiata nella seconda metà del Quattrocento, è stata in parte restaurata all’inizio degli anni Ottanta.
Edificata nella prima metà del Duecento, la Chiesa parrocchiale di Santa Maria de Abbatissis nel 1252 apparteneva all’Abbazia benedettina di S. Croce di Sassoferrato. Nel 1320 vi fu nominato priore il Beato Gherardo nativo di Serra de’ Conti, chiamato a dirigere l’Ospizio benedettino di S. Maria delle Abbadesse, dove si raccoglievano in vita comunitaria diversi monaci.
Poco distante da Serra de’ Conti al confine con il territorio di Arcevia sorge un importante esempio di archeologia industriale: la Fornace Hoffmann – una fornace per laterizi di tipo Hoffmann (sec. XIX). Costruita in una zona ricca di ottima argilla e di acqua, grazie alla vicinanza del fiume Misa, rimase in funzione dal 1884 al 1971.
In località Osteria di Serra dei Conti, sulla sinistra della strada che costeggiando il fiume, si dirige ad Arcevia, esiste una quercia, ammirevole per dimensioni e portamento che, in gergo locale, viene chiamata «Cerqua grossa». Tale albero raggiunge i 22 metri di altezza ed ha un diametro di circa 5 metri. Ha un’età compresa tra i 300 ed i 400 anni – un albero monumentale tra i più longevi della Regione Marche.
Il centro storico di Serra de' Conti offre anche alcune piccole realtà commerciali che conservano il fascino della tradizione artigiana e dell’accoglienza di un tempo. Tra queste spiccano lo storico Forno Olivetti, che ogni giorno sforna pane e dolci freschi, e Luana Intimo, con il suo assortimento di abbigliamento e articoli di alta qualità. Numerose altre botteghe e negozi arricchiscono l’esperienza di visita, invitando a scoprire prodotti e storie legate al territorio.
Durante o alla conclusione dell’itinerario alla scoperta di Serra de' Conti ci si può concedere una piacevole pausa all’insegna dei sapori locali. È possibile fermarsi a bere un caffè in uno dei bar del centro, come il Bar Italia, oppure gustare piatti tipici della tradizione marchigiana nei ristoranti consigliati, tra cui L’Infinito Country House o Il Convivium, dove i prodotti del territorio e la cucina casalinga raccontano un altro volto autentico di Serra de’ Conti.
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